Tutto Fumo e niente “apposto”..

 

Fumare non è un vizio: è una dipendenza! Anche se ultimamente sono state attuate molte campagne di sensibilizzazione rispetto ai rischi legati al tabagismo, sembra che il “fascino” della sigaretta stenti a passar di moda.

Il primo passo verso il cambiamento in qualsiasi campo è la consapevolezza. Partiamo dunque dall’inquadrare questo fenomeno da un punto di vista storico: quando mi sono interessata all’argomento, mi sono stupita personalmente di come, nell’arco di 50 anni circa la pubblicità a favore del fumo sia nettamente cambiata. Infatti, se negli anni ’50 la sigaretta in mano faceva molto “macho” per l’uomo e molto donna in carriera per il sesso femminile, attualmente (e per fortuna) sono state vietate le pubblicità che veicolano questo tipo di messaggio…eppure da qualche parte nella nostra psiche e anche nella nostra cultura passa ancora l’immagine del fumo di sigaretta associato alla “donna fashion” e all’uomo “che non deve chiedere mai” anche come status simbol, dato che fino a pochi anni fa (e aggiungerei che probabilmente stiamo ritornando indietro da questo punto di vista) non tutti se lo potevano permettere: ecco che un pacchetto di sigarette “americane” nell’immediato Dopoguerra era certamente un simbolo sociale!

Il lettore curioso non stenterà a trovare informazioni da un lato antropologiche che tentano di spiegare questo fascino e su questo esistono studi che assegnano la responsabilità alle culture primitive, in cui i rituali più importanti sono sanciti tutt’ora da un santone che quasi “magicamente” fa uscire fumo dalla bocca, o dai rituali classici di danza attorno al fuoco durante i quali i partecipanti suonano bonghi e fumano narghilè. Il fumo in queste popolazioni è considerato anche una sostanza medicamentosa, per cui sarebbe fuori discussione la sua intrinseca bontà! Ma stiamo parlando, appunto, di società primitive!

Vi è purtroppo anche una spiegazione storica molto più avvilente: il commercio di sigarette è un vero affare milionario per i nostri Stati, che quindi hanno fortissimi interessi a che la popolazione acquisti sigarette in maniera regolare, così come paga le tasse. Inoltre, secondo lo storico Soliel ci sarebbe un collegamento neanche troppo segreto tra il commercio di tabacco e petrolio, il quale dunque sarebbe alla base di molte guerre.

Non è mia intenzione fare terrorismo psicologico elencando dati o conseguenze sulla salute derivanti dal tabagismo (tra l’altro di facile consultazione per chi volesse approfondire), ma mi preme in maniera particolare la riflessione sulla dipendenza. Essere dipendenti da una sostanza, una persona, un gioco… significa sinteticamente:

  • Non poterne fare a meno
  • Avere la sensazione che se non si assume presto quella sostanza si starà male (ansia, tristezza, sensazione di scoraggiamento o di inutilità, noia…)
  • Avere bisogno di quantità sempre più elevate della stessa sostanza (assuefazione) o comunque non riuscire a diminuire
  • Il pensiero di non poter utilizzare la sostanza mai più fa sprofondare in uno stato mentale di angoscia, quindi me ne procuro delle scorte
  • Il compiere l’azione senza neanche pensarci più di tanto, come se fosse un rituale del tutto naturale che ormai identifica anche l’identità della persona (in altre parole, la persona non sa immaginare se stesso senza sigaretta e si sente più sicuro con la sigaretta in bocca)
  • Negare l’effettiva sudditanza psicologica alla sostanza, sminuendo il problema a se stessi e agli altri, e raccontandosi che in fondo “è un momento per rilassarsi”!

Come dicevamo all’inizio, se il primo passo consiste nel consapevolizzare il problema e l’effettivo bisogno di aiuto, invito il lettore a partire proprio da questo, mettersi in discussione.

Anima Dinamica, da sempre attenta al benessere della persona a 360 gradi propone un incontro di sensibilizzazione sul tema, all’interno del ciclo di incontri semi-gratuiti “Appuntamento del Benessere”.

 

Martedì 13 Dicembre

ore 19:00 – 20:30

Via A. Diaz 19, Torrita di Siena

PRENOTAZIONI: 3498385242

CONTRIBUTO ASSOCIATIVO: 5 EURO