ESSERE GENITORI nel 2017: UN MESTIERE MOLTO DIFFICILE

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Quante volte sentiamo la frase “fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo”…e altrettante volte come mamma ancor prima che come professionista, mi sento rivolgere quesiti come ad esempio: “perché mio figlio non mi ascolta?” “Cosa ho sbagliato nell’educazione con mio figlio”? oppure “perché mio figlio è così insicuro, eppure io non lo sono mai stato…” e potremmo continuare per un po’ con varie aspettative genitoriali deluse o difficoltà di comunicazione che a volte, soprattutto durante l’adolescenza rischiano di degenerare!
Non ho ovviamente le risposte pronte ai quesiti proposti, o meglio non ho una facile e semplice risposta perché essa sarebbe per forza di cose, riduttiva. Per altro, le librerie son piene di manuali sulla “genitorialità” e sull’educazione dei figli, a dimostrare la grande difficoltà della nostra generazione ad affrontare uno dei ruoli più desiderati e allo stesso tempo (così pare) più difficili della nostra epoca storica.

Come dicevo ovviamente non ho le risposte semplici e pratiche a quelle domande, ma posso sbilanciarmi su quella che viene definita ormai comunemente “intelligenza emotiva”: si intende con questa la capacità di comprendere un’ emozione, riconoscerla in se stessi e nell’altro, comunicarla e per ultimo anche elaborarla o tentare di farlo in maniera il più possibile consapevole.
Per iniziare, l’ascolto. Può sembrare semplice o banale, ma il primo passo è l’ascolto e il tempo dedicato a questa semplice attività. Quanto ascoltiamo i nostri figli, o in generale le persone che hanno una relazione significativa con noi? Un secondo passo, importantissimo, è la comprensione: quando nostro figlio ci vuol dire qualcosa (con le parole, a volte le brutte parole o altre volte con i gesti e le azioni…) assicuriamoci di aver compreso non soltanto il messaggio superficiale, ma cerchiamo di “metterci nei suoi panni” magari se possibile facendo un tuffo nel passato con la nostra immaginazione e cercando di ricordare una situazione simile a quella che sta vivendo nostro figlio. Il terzo passo è la comunicazione: questa comprende più messaggi reciproci ed ha la funzione di aprire un dialogo e cercare insieme una soluzione che possa andar bene sia al genitore sia al figlio (negoziazione soprattutto in adolescenza), in una dialettica alla fine della quale non c’è un vincitore e un perdente, ma due vincitori. Qui bisognerà resistere alla tentazione di imporre la propria soluzione o idee al figlio, anche quando sembra che sia più razionale la propria soluzione: evitare dunque di comportarsi “per il bene del figlio” e preferire invece un dialogo di ascolto e rispetto reciproco. Inoltre, saper comunicare servirà anche a scambiarci affetto e un “ti voglio bene” che non è mai abbastanza!
Questi punti sono qui solamente accennati, ma ognuno di essi meriterebbe un approfondimento sul piano personale, anche perché appare evidente che l’educazione che un genitore propone è in larga parte ciò che conosce e riflette quindi una personalità specifica, che solamente il protagonista può decidere di vedere un po’ più da vicino, mettendosi in gioco personalmente.

E’ questo ciò che inizieremo a fare martedi 14 Marzo. Ci confronteremo su queste importanti tematiche e sui vari stili educativi, con l’obiettivo e la speranza che ogni partecipante possa portare a casa importanti riflessioni sulla genitorialità ai nostri tempi.
Dott.ssa Danila Lorenzini

Vi aspettiamo MARTEDI 14 MARZO
APPUNTAMENTO DEL BENESSERE
Oggi parliamo di…
“ESSERE GENITORI: UN MESTIERE MOLTO DIFFICILE”

Asdc Anima Dinamica
Via A. Diaz 19 Torrita di Siena
19:00 – 20:30

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 3498385242
CONTRIBUTO ASSOCIATIVO 5 EURO