– Danila Lorenzini –

danilaPsicologa, Psicoterapeuta ad indirizzo Integrato, clown dottore.

Da sempre interessata all’essere umano, in ogni sua manifestazione: pensiero, emozione, comportamento e spiritualità.

Da un punto di vista professionale, ha studiato Psicologia Clinica e di Comunità laureandosi a pieni voti presso “La Sapienza” di Roma; ha poi completato gli studi attraverso la Scuola di Specializzazione quadriennale in Psicoterapia Integrata e frequentando diversi workshop di approfondimento esperienziale.

Di fondamentale importanza nella sua formazione sono stati alcuni incontri: quello con il mondo orientale e la Psicologia Analitica di Jung ed in secondo luogo l’incontro con la pratica yoga e la meditazione, da cui nasce Anima Dinamica. In modo più specifico la sottoscritta si occupa di come il nostro inconscio parli attraverso simboli universali, che ritroviamo in manifestazioni espressive quali i sogni, l’arte, la fiaba e soprattutto di come si possano utilizzare gli strumenti appena menzionati, per trarne spunto di cambiamento positivo.

Consapevolezza emotiva, concentrazione sul respiro e meditazione, lettura simbolica delle produzioni artistiche individuali e collettive (teatro, sogni e fiabe), contatto con il proprio corpo, riflessione consapevole sui propri pensieri-emozioni-azioni, consapevolezza della propria spiritualità come tensione all’infinito e fonte di gioia: dalla integrazione di questi mondi si sviluppa un modo di lavorare, di ascoltare la persona che si ha di fronte e di trovare CON lei i significati veicolati dai vari simboli. Essi si esprimono attraverso un sintomo fisico, un sogno, una fiaba, la danza, una musica, la pittura, una produzione artistica: imparare ad ascoltare questi messaggi può aiutarci a trovare la via per il Benessere individuale, a trovare nuovi equilibri e nuove soluzioni a vecchie problematiche.

Ecco le parole di Jung che descrivono la sua idea di integrazione tra il mondo Occidentale ed il mondo Orientale:

« (…) la dottrina dello yoga respinge tutti i contenuti fantastici, e noi facciamo lo stesso; ma l’Oriente lo fa per ragioni del tutto diverse. (…) L’Oriente può respingere queste fantasie, poiché già da lungo tempo ne ha estratto l’essenza e l’ha condensata nelle profonde dottrine della sua saggezza. Noi però non abbiamo mai avuto esperienza di queste fantasie, né tantomeno ne abbiamo estratto una quintessenza. Ci resta ancora un buon tratto di esperienza da recuperare, e solo quando avremo trovato un senso nell’apparente non-senso potremmo sceverare ciò che è valido da ciò che è privo di valore. Possiamo già fin d’ora essere sicuri che l’essenza delle nostre esperienze sarà ben diversa da quella che ci offre oggi l’Oriente. L’Oriente è giunto a questa coscienza delle cose interiori mantenendo un’infantile ignoranza del mondo esterno. Noi invece sonderemo i recessi della psiche sorretti da una vastissima conoscenza della storia e della scienza. Al presente tuttavia la conoscenza del mondo esterno costituisce il più grande ostacolo all’introspezione, ma il bisogno spirituale supererà ogni impedimento. Stiamo infatti già lavorando all’elaborazione di una psicologia, di una scienza cioè che ci fornisce la chiave per quella dimensione in cui l’Oriente è riuscito a penetrare solo attraverso stati psichici eccezionali.»
[C.G.Jung – Commento all’antico testo cinese “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, p.62]